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"La
psicodiagnostica si è
arricchita di uno strumento
operativo che nasce da
una felice sintesi fra
la dottrina reichiana
e postreichiana e l'esperienza
sperimentale e clinica
dell'Autore nel vasto
campo della Psicologia
del colore e della Cromoterapia.
Si tratta del Bernasconi
Bioenergetic Color Test
(BBCT) ideato e messo
a punto nel 1985 dal prof.
Waldo Bernasconi. Il Test,
partendo da acquisizioni
scientifiche maturate
dall'Autore in anni di
fruttuose ricerche, permette
un'analisi profonda della
problematica inconscia,
della struttura caratteriologica
e della condizione bionergetica
dell'esaminato fotografando
la situazione esistenziale
e dinamica in un'istantanea
che tiene conto diel ic
et nunc.
Il materiale del Test
prevede 5 dischi colorati
(centri), 5 ciambelle
colorate (periferie),
un "tableau-bersaglio"
su cui disporre le combinazioni,
25 schede di valutazione
per la ricerca facile
del profilo psicologico
e un manuale introduttivo
al Test stesso.
Il soggetto in pratica
viene invitato a creare
una composizione centro/periferia
che meglio esprima il
suo stato d'animo di partenza.
L'analisi sistematica
va condotta su dieci rilevazioni
e prevede la somma di
tutte le costanti prodotte.
Le tonalità cromatiche
presenti nel BBCT sono
nette, prive di sfumature,
poiché la base
di partenza si rifà
all'essenza della cromologia
classica che divide i
colori in "caldi"
(gamma ultraverde: rosso/giallo)
e "freddi" (gamma
infraverde: nero/blu).
Quest'ultimi psicologicamente
rispecchiano, sottolinea
Bernasconi, "le prime
fasi della vita, allorché
l'individuo è 'al
centro' della propria
esistenza e converge gran
parte della libido su
se stesso". I colori
"caldi" sottolineano
l'investimento libidico
oggettuale, la sua proiezione
all'esterno esprimendo
quindi "i processi
di espansione dell'Io".
Fra la gamma infraverde
e quella ultraverde il
verde fa da 'spartiacque',
da centro che assomma
in sé le dicotomie
caldo/freddo, stabilità/mobilità
psichica, all'interno
di quello che Lowen definisce
"carattere rigido".
Nell'analisi del qui ed
ora è possibile
leggere le dinamiche ed
i conflitti tra centro
e periferia discriminando
gli aspetti genotipici
puri (centro o carattere)
da quelli fenotipici (periferia
o personalità),
cioè la problematica
centrale, il trauma profondo,
dai "fenomeni esterni
osservabili" o meglio
"la rappresentazione
di quei ruoli che il soggetto
lascia apparire all'esterno".
Nelle combinazioni l'esaminato
può esteriorizzare
la sua realtà psichica
oppure la sua 'idealità'
intesa come protensione
verso una immagine ideale
di sé.
Il BBCT non si propone
come strumento psicometrico
esatto, ma piuttosto come
" metodo empirico-sperimentale
per un'analisi globale
dell'Io "; è
uno strumento ausiliario
che " favorisce l'interazione
tra terapeuta e paziente
aprendo nel contempo la
via ad interventi calibrati
sulla "corazza muscolare"
dell'esaminato, se considerata
nella dimensione del 'qui
e adesso' ".
Va sottolineato, per correttezza
scientifica, che l'Autore
si distanzia, talora anche
notevolmente, dalla lettura
psicofisiologica dei colori
fatta da Max Lüscher.
E tuttavia il BBCT non
è tanto da leggersi
in quest'ultima chiave
bensì in quella
bioenergetica di cui interpreta
le dinamiche profonde
in relazione alla problematica
attuale del soggetto.
Sotto questo profilo il
Bernasconi Bioenergetic
Color Test acquista un
peculiare valore sia diagnostico
sia terapeutico e diventa
strumento di grande interesse
per tutti coloro che operano
nel campo della psicologia
clinico o in quello psico-sociale.
Nevio Del Long (Psyche,
1986)".
Il Bernasconi Bioenergetic
Color Test (BBCT) rappresenta
il logico anello di congiunzione
tra gli studi sul colore,
l'applicazione clinica
tramite il colore e psicologia
neoreichiana. Il costrutto
teorico basa sulle peculiarità
dell'energia-colore che
l'essere umano percepisce
e ri-proietta sul tableau-bersaglio
dell'apparato testistico.
Ma, la via che conduce
dagli esperimenti sul
colore (vd. Colore
e cromoterapia) alla
realizzazione del BBCT,
è tutt'altro che
immediata. "L'antesignano
del BBCT" spiega
Waldo Bernasconi fu il
"Color-test":
un disegno spontaneo fatto
dal paziente al quale
venivano messi a disposizione
i cinque colori base della
cromoterapia (il viola
fu sostituito dal nero).
Presero forma centinaia
di quadri che, analizzati
secondo la dottrina del
"colore = movimento
>carattere/personalità",
mi permettevano di identificare
il nucleo del carattere
(colore centrale, non
debordante) e le dinamiche
legate alla personalità
(colori di periferia).
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Il
"Color-test"
apre la strada al
BBCT. Osserviamo in
questa composizione
un nucleo nero (carattere
schizoide) e una periferia
verde/blu dalla quale
si evince la diffidenza
e l'intellettualità.
In effetti il paziente
è affetto da
disturbo schizoide
e presenta alla superficie
i tratti della diffidenza
nel contatto e la
tendenza allo sforzo
mentale. |
Dopo
somministrazioni comparative
con altri reattivi di
tipo proiettivo (Szondi-test;
Rorschach) e test sulla
personalità (Giessen
Test, EPI), il Color-test
si dimostrò assolutamente
attendibile. Si trattava
ora di semplificare il
metodo. Nacquero le "ciambelle"
e i "tondini"
che compongono l'attuale
BBCT. Il dispositivo andava
ri-testato. Per mesi il
collega d'università
professor Riccardo Lorenzini,
psichiatra in Torino e
il professor Leonardo
Alloro, psichiatra in
Parma e le loro equipe
sottoposero il nuovo test
a ponderati esami d'affidabilità.
Scrivono Alloro e Lorenzini
nelle loro conclusioni:
"si conferma la sua
validità e serietà
quale mezzo integrativo
di conoscenza dell'Io".
(Il rapporto conclusivo
è pubblicato su
"Hérmes Report"
2/86). Ma è a Cairns
in Australia che il BBCT
supera la "prova
del fuoco": presentato
al "World Congress
of the International College
of Psychosomatic Medicine"
ottiene adesioni entusiastiche
dagli scienziati presenti.
In modo particolare H.
Eysenck, psicologo di
fama mondiale, dimostra
il suo interesse e apprezzamento
per questo reattivo psicologico.
Dalla
Bionergia al "Bernasconi
Bioenergy Inventory".
Scrive
Bernasconi: "La
bioenergia fotografata
attraverso il metodo Kirlian,
permette l'identificazione
del movimento, risp. dei
"blocchi" (o
difese) in atto nel momento
del rilevamento stesso.
La corona interna costituisce
il limite di contatto
(la bioenergia erogenizza
la "superficie di
contatto" del Vivente);
la corona esterna indica
la qualità della
bioenergia rivolta al
mondo esterno (Io-Tu-Io),
rivelando, nel contempo,
la qualità del
rapporto con il Tu, rispettivamente
con il mondo esterno.
Molti
ricercatori hanno dato
ampio spazio a interpretazioni
relative alla composizione
cromatica, geometrica
e dinamica della corona.
Ma, a mio avviso, la bioenergia
non è un fenomeno
che si può comprendere
tuffandosi nel "micro",
nell'acribia. Solo attraverso
una visione ontologica
del fenomeno Vita si può
seguire il cammino della
bioenergia dal "centro"
alla "periferia"
dell'organismo, nonché
il suo tragitto nella
storia, nelle filosofie,
nelle religioni, nei rituali,
fino a concludere che
questa ha sempre accompagnato
l'agire, l'essere e il
pensiero dell'uomo.
Chi, come me, ha esaminato
migliaia di elettrografie
può asserire, senza
timore di essere sconfessato,
che nessun fenomeno è
altrettanto imprevedibile,
incommensurabile, irriproducibile,
ma pure trasparente, congruente
ed interpretabile, nelle
sue componenti dinamiche,
come la bioenergia.
L'elettrografia
permette di visualizzare
gli stati d'animo, le
difese, le contrazioni
del Vivente. Ci indica
la sintonia o la distonia
dei suoi movimenti in
rapporto ai bisogni presenti
nell'Io-organismico.
Miriadi
di elettroni varcano i
confini dell'organismo
e ci rapportano al Tu,
ancor prima dell'instaurarsi
di un contatto fisico.
Nei movimenti che predispongono
ai bisogni di nutrizione
e di sensorialità,
la bioenergia erogenizza
la superficie di contatto,
permettendo l'esperienza
del piacere nella quasi-passività.
Nelle situazioni in cui
il Sé si muove
verso il Tu-di-riferimento,
la bioenergia valica la
superficie e si estende
al mondo esterno.

Legenda:
I Mov, = pianificazione;
II Mov. = sottomissione;
III Mov. = diffidenza;
IV Mov. = seduzione; V
Mov. = aggressività
Ma,
in questo accidentato
mondo, nel quale prevale
l'interruzione sul-l'esperienza
del piacere, i bisogni
sono nascosti e i movimenti
in discrepanza con la
natura del bisogno. Ecco
il trasporto verso l'oggetto
d'amore contenersi nella
diffidenza. Ecco l'odio
trasformarsi in freddezza,
mentre l'aggressività,
a esso connessa, rode
le interiora.
Alcune
decine di migliaia di
anni orsono abbiamo perso
il rapporto spontaneo,
genuino con il Tu. Al
suo posto è comparso
il Noi. "Noi":
il mostro sacro della
civilizzazione. "Noi"
è educazione alle
regole, quindi al malcostume.
"Noi" è
la spasmodica ricerca
di scambio energetico
con un'istanza eterea,
abiogena. "Noi"
è il prolasso della
bioenergia in rapporto
all'organismo, è
il collasso della relazione
inter-umana. E' malattia,
disarmonia. Poiché
il "Noi" tutto
vuole, ma nulla offre
per appagare i nostri
bisogni".
Le
ricerche di Bernasconi
sulla bioenergia ebbero
il pregio di destituire
da qualsiasi fondamento
scientifico le varie tecniche
biomediche e metafisiche
che, basandosi sugli scompensi
o sulle qualità
energetiche espresse dalla
foto Kirlian (o elettrografia)
diagnosticano sia disturbi
d'organo (o di sistema)
che particolari doti (prano)
terapeutiche di questo
o quell'individuo. Infatti
nelle molteplici "fotografie"
rilevate nell'arco di
lunghi o brevi periodi
la conformazione della
"corona" o aura
era diversa a secondo
dello stato d'animo, del
movimento in atto e/o
delle fantasie che il
quel momento il paziente
produceva. (W.A. Bernasconi,
" Bioenergia",
disp. LJU San Diego).
Quindi l'elettrografia
si rivelava un utile strumento
per la misurazione del
flusso energetico dal
centro del corpo alla
periferia > mondo esterno,
ma non ha velenza alcuna
quale mezzo di diagnosi
clinica.
.
Il
Bernasconi Bioenergy Inventory
(BBI)
"Per
anni mi ero dedicato al
colore ed allo studio
della bioenergia",
dice Bernasconi,
"e, considerate le
affinità tra movimento,
colore e, appunto, bioenergia
che avevo riscontrato
sia in laboratorio che
nell'approccio clinico
al paziente, intuii che
anche gli scorrimenti
energetici potevano essere
sintetizzati attraverso
un apposito reattivo psicologico.
Mi avvalsi degli studi
di Wilhelm Reich sulla
costituzione dei "blocchi
muscolari": ogni
"blocco" presidiava
un preciso segmento corporeo
inibendone la funzione.
Sempre secondo Reich il
corpo si suddivide in
sei "segmenti":
quello oculare, l'orale,
quello cervicale e quello
toracico ed infine in
segmento pelvico addominale.
Ogni segmento, come detto,
difende il Sé dall'"invasione"
di sentimenti/emozioni
che potrebbero incrinarne
la stabilità.
Proiettando
i teoremi reichiani su
di una figura bidimensinale,
ne risultava un strano
ometto: un "uomo
a cassetti" come
lo denominai. Ricorsi,
di nuovo, al colore per
evidenziare i contenuti
energetici nei vari "cassetti".
Seguii le esperienze accumulate
nello sviluppo del BBCT:
colori freddi (nero, blu)
= ristagno energetico;
colori caldi (rosso, giallo)
energia fluida; verde
energia ingorgata (diffidenza)
ed ecco apparire sul foglio
bianco la "radiografia"
dello stato energetico
presente nell'organismo.
Il
BBI dimostrò uno
notevole attendibilità
e divenne un prezioso
ausilio diagnostico specialmente
in combinazione con il
già citato BBCT.
Va fatto rilevare, a questo
punto, che anche il BBI
- prima della sua divulgazione
- dovette sottostare a
molteplici "test",
in particolar modo alla
comparazione dello stato
energetico rilevato (soggettivo)
con l'esame elettrografico
(oggettivo). La convergenza
tra rilevamenti oggettivi
e soggetti resero il BBI
un esame ad alto contenuto
d'affidabilità.
Questo criterio fece sì
che, insieme al BBCT,
il BBI fu adottato da
quegli istituti universitari
e scuole post-universitarie
che hanno introdotto nei
loro programmi d'insegnamento
la psicologia clinica
neoreichiana".
Questi i contributi di
Bernasconi alla bio- e
psicodiagnostica. Per
ulteriori approfondimenti
si richiamano i volumi
citati in calce.
Pubblicazioni sul tema:
Waldo A. Bernasconi, "Il
BBCT (Bernasconi Bionergetic
Color Test",
I/II/III edizione, Ed
IRC Press.
Waldo A. Bernasconi, "L'uomo
a cassetti",
Ed. IRC-Press
Waldo A. Bernasconi, "Ecce
homo nevroticus normalis",
Ed. IRC-Press
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