"Le
topiche afferenti a carattere
e personalità
proprie della terapia neoreichiana
mossero i loro primi passi
in laboratorio. Erano gli
anni '70 quando iniziai
a interessarmi di energie
sottili e in particolar
modo dell'"energia
colore". Ripercorsi
tutta una serie di sperimentazioni
proposte da vecchi libri
e costatai che, in linea
di principio, quel vecchio
sapere si rivelava corretto
anche alla prova di modernissimi
sistemi di monitoraggio.
Gli effetti dell'energia-colore
sul Vivente si possono,
al di là di ogni
dubbio, sintetizzare come
segue:
1.
nella gamma delle radiazioni
infraverdi (giallo,
arancione, rosso), il
bioplasma si muove "verso
il mondo"; sotto
il raggio ultraverde
(blu, indaco, viola) il
movimento è "via
dal mondo";
2. da un profilo neurologico
ho visto come il viola
e il blu accentuino l'azione
del tono parasimpatico
(trofotrofia), mentre
il rosso e il giallo stimolino
il tono simpatico
(ergotrofia);
3. nel mondo vegetale
i raggi della gamma
ultraverde producono
un arresto della crescita
o uno stato di stasi energetica
(l'energia non travalica
la superficie di contatto
del vegetale); l'irradiazione
infraverde induce,
per contro, nel bioplasma
uno stato di eccitazione
(l'energia travalica la
superficie di contatto
del vegetale e si propaga
al mondo esterno) (1).
Tutto
divenne più complesso
quando al raggio colorato
sottoposi il Vivente-umano.
Partii dall'assunto teorico
che anche l'umano rispondesse
allo stimolo-colore con
la stessa linearità
di piante, animali e licheni.
Errato! L'essere umano,
fuoriusciva dalle leggi
del naturale. La ricerca
doveva, dunque, concentrarsi
su quei meccanismi che
permettevano all'uomo
di opporsi alle leggi
della fisica. Iniziai
una lunga serie di sperimenti
e notai anche un'altra
"anomalia" che
mi incuriosì: individui
con uguale patologia nervosa
(ad es. ansietà
o depressione) rispondevano
in modo differenziato
all'"irradiazione
colorata": mentre
taluni soggetti ansiosi
trovano beneficio se sottoposti
al "raggio blu",
altri davano - sempre
nel raggio blu - evidenti
segni di irritazione che
si evidenziavano in un
alterato quadro encefalografico,
aumento della pressione
arteriosa e del ritmo
cardiaco e contrazione
del muscolo frontale.
Cosa poteva significare
tutto ciò? Ci arrivai
gradualmente.
Osservai, dapprima, che
ogni soggetto raggiungeva
il massimo grado di distensione
solo se irradiato con
un colore da lui stesso
scelto. E, guarda caso,
il colore scelto rispondeva
- nella maggioranza dei
casi - a una specifica
caratterialità.
Che ci fosse, allora,
una relazione tra carattere
e colore? Evidentemente
sì anche se, in
alcuni casi, la risposta
neurofisiologica al raggio
colorato sembrava "illogica"
anche dal punto di vista
delle difese caratteriali.
Per
esempio: perché
taluni caratteri marcatamente
rigidi (allora mi attenevo
alla nosografia classica,
il carattere rigido era
chiamato ossessivo o isterico)
reagivano negativamente
alla radiazione verde?
(2)
O ancora: perché
un individuo con inequivocabili
tratti masochistici prediligeva
il colore blu? La
comprensione di queste
singolarità si
dimostrarono un vero grattacapo.
Poi, un giorno, incontrai
la "Signora Ines".
Il caso della "Signora
Ines" (che entrò
nella storia della scuola
neoreichiana) mi permise
di comprendere i profondi
nessi tra colore e carattere.
Vale quindi la pena ripercorrere
sinteticamente, il "caso
Ines", così
come pubblicato, nel 1981,
nel volume "Cromoterapia":
La paziente è una
signora di mezza età
che chiameremo Ines. E'
coniugata con un dirigente
bancario ed è madre
di due figli rispettivamente
di 8 e 14 anni. Da anni
soffre di depressione.
La signora Ines è,
quindi, ospite fissa di
tutti gli psichiatri,
psicologi, neurologi e
pranoterapeuti della regione.
Fu uno di questi ultimi
a sottoporla per la prima
volta a un trattamento
cromoterapeutico: la irradiò
con una lampada blu
e la signora Ines si sentì
'rinascere'. Ogni giorno,
per sette mesi, si sottopose
al trattamento, poi, sentendosi
ristabilita, decise di
interrompere la terapia.
Tre giorni più
tardi si ripresentò
la sindrome depressiva.
Ines si sentiva inutile,
'di peso' alla famiglia,
in modo particolare al
marito. Ritorceva su sé
stessa la responsabilità
di tutto quanto di negativo
accadeva nel suo microcosmo.
Il suo atteggiamento era
ansioso, apprensivo. Inoltre
si credeva irrimediabilmente
ammalata e più
volte aveva manifestato
l'intenzione di togliersi
la vita. Poi la cromoterapia
e la remissione temporanea
dei sintomi. (...) Tornò
al 'raggio blu'. Questo
colore condizionava la
sua esistenza: nell'alimentazione,
nel modo di vestire e
la Preghiera della
respirazione colorata
(3), di Roland Hunt, dedicato
al raggio indaco, aveva
preso il posto del forse
più salutare Pater
noster.
Scocciato da questi atteggiamenti
'ossessivi' il marito
la convinse a visitare
il nostro centro. Ella
credeva ormai soltanto
nel 'raggio blu' e nel
pranoterapeuta, che -
va detto a suo merito
- unico fra tanti era
riuscito, senza ricorrere
alle medicine che la 'intontivano',
a ridarle un pò
di calma e una certa serenità.
Comunque la signora Ines
si lasciò convincere
a consultarmi 'una sola
volta'.
Non posso asserire di
avere incontrato una paziente
collaborante. Ines si
mostrava ansiosa di ritornare
alla cromoterapia. La
rassicurai. Già
durante il primo incontro
la feci sdraiare sul lettino
e la irradiai di luce
blu. Man mano che
la seduta procedeva, la
paziente si distendeva,
si rilassava. Riferendosi
alla succitata 'preghiera',
mi comunicava di uno stato
di freschezza, di 'febbri'
che si spegnevano e del
suo voler essere modesta.
(...) All'improvviso mutai
la luce: ROSSO! La signora
Ines reagì immediatamente.
La sua respirazione si
fece ansimante. Il suo
viso rivelava eccitazione.
'No!' esclamò,
'Lei vuole farmi del male...
anche Lei!'. Le chiesi
chi, oltre a me, volesse
il suo male. 'Tutti, tutti
mi vogliono male. Nessuno
mi vuole bene e tolga
quella luce'. Analizzammo
il vissuto nella luce
rossa. Dapprima dichiarò
che i sintomi apparsi
sotto la radiazione rossa
erano '... del tutto analoghi
alla sintomatologia depressiva'.
Le proposi di affrontare
nuovamente l'energia rossa.
Accettò: dopo alcuni
minuti di radiazione si
ripresentarono i sintomi
dell'angoscia.
Tentò di interpretarli
dicendo di essere una
cattiva madre e una cattiva
moglie. Poi si ravvide
e accusò il marito
di trascurarla, i figli
di portarle poco rispetto
e così di seguito.
La rabbia accumulata nel
profondo affiorava gradualmente".
Riflessioni
sul "caso della signora
Ines"
Il
"caso della signora
Ines" aprì,
dunque, la strada a numerose
ipotesi, congetture e
supposizioni. Per arrivare
a una definitiva interpretazione
del rapporto uomo -->
carattere -->
colore occorsero
molti mesi di lavoro e
un paziente lavoro analitico.
Il "caso della signora
Ines" fu, infine,
derubricato, divenendo
così un costante
ed utile modello di riferimento
per il mio lavoro nel
campo dell'"energia-colore"
sia per quel che riguarda
la psicologia, che per
la capacità di
valutare le rea-zioni
neurofisiologiche e quelle
psicofisiologiche attinenti
al rapporto uomo-colore.
Sviluppai, con riferimento
al "caso Ines",
il seguente schema di
interpretazione:
a)
Nella specificità
caratteriale della "signora
Ines" la radiazione
blu le consente il controllo
sull'ansia di base. Da
un profilo psicofisiologico
osservo l'allentarsi della
tensione muscolare di
superficie (rilevamenti
miografici), il che si
traduce in un soggettivo
stato di benessere.
b) La radiazione rossa
riattiva il movimento
aggressivo inibito da
tematiche caratteriali
di tipo (s.)masochistico,
nonché da un Io-ideale
che le suggerisce, in
quanto donna, un comportamento
"modesto".
c) Il rifiuto del raggio
rosso equivale al rifiuto
di entrare nell'esperienza.
L'esperienza significa
crescita, responsabilità.
Il rifiuto di queste peculiarità
ha come conseguenza la
manipolazione del mondo
esterno attraverso il
sintomo depressivo (aggressività
terziaria). La rabbia
si annida nello sfondo.
oo0oo
Il
"caso della signora
Ines" mi permise
di formulare alcune ipotesi
sulla bio-meccanica dell'organismo:
- il
Vivente-umano
si comporta analogamente
a un circuito elettrico;
- la
scelta di un determinato
colore indica l'energia
attraverso la quale
quello specifico organismo
si nutre;
- il
colore scelto è
indicativo dell'impronta
caratteriale;
- l'energia-colore
ha significato di azione,
quindi movimento (4),
può perciò
evocare ansietà
o rilassamento;
-
il
livello energetico ottimale
si manifesta con distensione
o senso di "eccitazione";
il surplus viene avvertito
con disagio in quanto
sollecita oltremodo
i meccanismi inibitori
dell'azione.
oo0oo
Ogni
individuo tende a stabilire
un proprio copione esistenziale
nel quale prevalgono alcuni
movimenti e maschere,
mentre altre maschere
e movimenti vengono più
o meno deliberatamente
evitati o negati. Se accettiamo
che l'uomo, come del resto
tutti i Viventi, si nutre
prevalentemente di energie
sottili (e l'energia colore
è annoverabile
tra queste) e se ammettiamo
che ogni colore induce
nell'essere umano una
determinata azione, allora
possiamo comprendere come
l'accettazione o il rifiuto
di una specifica energia
colorata possa essere
indicativa di un preciso
progetto difensivo. Il
Vivente uomo stabilisce,
fin dagli esordi della
propria esistenza, un
particolare rapporto con
il suo habitat energetico
cosicché le energie
evocanti taluni movimenti
verranno evitate, mentre
ricercherà - consapevolmente
o inconsapevolmente -
di sostare in quegli ambienti
con quelle peculiarità
fisiche necessarie a rinforzare
la sua maschera
e le sue difese caratteriali.
Le mie ricerche su "Psiche
e Colore" furono
anche il tema della mia
tesi di "dottorato"
(Doctor of Philosophy)
ed ottennero, qualche
anno più tardi,
il riconoscimento della
Academia Alpina Medicinae
Integralis che mi conferì
la medaglia d'onore ed
il Premio Hannes von An
der Lan". (da una
dispensa di W.A. Bernasconi)
Pubblicazioni sul tema:
Waldo A. Bernasconi, "Cromoterapia",
Ed. Ottaviano
Waldo A. Bernasconi, "Colore
e Bioenergia",
Ed.Ottaviano
Waldo A, Bernasconi, "Colours
in Psychotherapy",
Ed. LJU, San Diego
(1)
Le mie ricerche sul colore
e sulla bioenergia sono
state pubblicate dal Ed.
Ottaviano, Milano, con
i titoli "Cromoterapia"
(1981) e "Colore
e bionergia" (1986).
(2) La gamma dei colori
proposti comprendeva il
rosso, il giallo, il verde,
il blu ed il nero.
(3) Preghiera della respirazione
colorata. Raggio blu
O tranquillo raggio di
Zaffiro Blu, //Calma Tu
la mia Mente in nuovo
sollievo, //In nuovo sollievo;
//Spegni tutte le Febbri,
//In nuova Freschezza,
come fresca rugiada; //Accorda
la mia Parola, o Raggio
di Blu, //E rendila veritiera,
//E rendila veritiera;
//Aiutami a imparare,
o Raggio di Blu, //A Riposare
in Te, //A riposare
in Te; //Aiutami a imparare,
o Raggio di Blu, //A parlare
di nuovo, //A parlare
di nuovo; //Aiutami a
imparare, o Raggio di
Blu, //A cantare in Te,
//A cantare in Te.
Da R. Hunt, "I colori
curano", De Vecchi,
Milano 1980.
(4) Schizoide --> "via
dal mondo", sogno,
afisicità, immobilismo
--> nero; orale -->
intellettualità,
afisicità, freddezza
nel contatto fisico, nutrizione
indifferenziata -->
blu; rigido --> diffidenza,
ambivalenza , inibizione
dell'azione --> verde
(il verde è la
sommatoria di un colore
caldo, il giallo e un
colore freddo, il blu);
psicopatico --> azione,
dominio, superiorità,
egotismo (maestoso come
il sole) --> giallo;
s.masochista --> aggressività
o aggressività
compressa, fuoco interiore,
amore-odio nei confronti
del leader, passionalità
--> rosso.
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