Nel 1998 Bernasconi propone il suo "protocollo" per la rieducazione e la cura dei disturbi alimentari psicogeni. Nel contempo da vita all'associazione no-profit Forum Crisalide che - prima tra tutte - attiva un nu.verde (800 54 66 60) al quale possono rivolgersi ammalate ed ammalati, i loro familiari e congiunti ed educatori. Forum Crisalide diviene, di conseguenza, la voce del modello neoreichiano e, tramite il suo sito internet www.crisalide.ch , raccoglie e pubblica migliaia e migliaia di lettere: racconti e denuncie di malasanità o di incomprensione da parte del corpo sanitario per quel che riguarda il trattamento di anoressia, bulimia e obesità da iperfagia. Il prepotente ingresso del "protocollo neoreichiano" sullo scenario nazionale della cura del disturbo alimentare psicogeno ha, come prima conseguenza, uno straordinario aumento della visibilità di Waldo Bernasconi e della sua Scuola. La stampa settimanale (qui sopra estratto da "Viver Sani e Belli" del 24.11.06), quotidiani, le emittenti RAI e Mediaset dedicano pagine e pagine, rispettivamente ore di trasmissioni a quello che viene definita una totale innovazione nella cura e nella comprensione del disturbo del comportamento alimentare. Il "protocollo" neoreichiano viene dapprima adottato presso un Centro privato con sede a Vico-Morcote (Ticino-Svizzera), poi dalla Casa di Cura sanaVita di Lugano. I risultati non mancano e questo da fastidio. Successo e notorietà suscitano invidie. Racconta Bernasconi: "Per vent'anni ho lavorato indisturbato nel campo della psicologia clinica. Mai una denuncia, nessun reclamo. Il mondo dei burocrati, semplicemente, mi ignorava. E questo era un bene. Per vent'anni ho avuto modo di studiare, indisturbato, le problematiche legate ai disturbi da iperconsumo. Presto capii che le problematiche alimentari erano - nella loro dinamica - molti simili ai disturbi da tossicodipendenza. Ma, mentre per questi ultimi la società dei burocrati aveva predisposto le "comunità", per la dipendenza da cibo si limitava allo psicofarmaco o alla psicoterapia in ambulatorio. D'altronde, per lungo tempo, il disturbo alimentare è stato considerato la "malattia dei ricchi", la "patologia delle ragazze viziate". Non così per me. Vedevo la loro sofferenza, il loro disagio, la mancanza di una sana progettualità. All'apparenza tutto era cibo, peso, calorie, cosce, ma - andando oltre - le più rivelavano gravi disturbi relazionali legati a bassa autostima, incapacità di autoaffermazione, sensi di frustrazione legati a colpe reali o presunte, pensieri di tipo paranoide e così via. Cercai di scomporre il disturbo alimentare e ne intuii le cause remote. Misi alla luce traumi legati al rifiuto, all'abbandono, al senso di solitudine, alla precarietà relazionale, a paure sessuali non risolte. Come ogni altro tipo di nevrosi, anche questo genere di disturbi era legato alla caratterialità e alle patologie caratteriali. Sopra la caratteropatia si stende una psicopatologia che va dal disturbo di personalità alle nevrosi fobico-ossessive. Il problema alimentare non è che la punta dell'iceberg! Eppure la scienza ufficiale si ostinava, parlo di tempi addietro, a meccanizzare l'alimentazione, a controllare le modalità legate all'assunzione di cibo, a somministrare psicofarmaci e poc'altro. Il disturbo alimentare era una malattia a sé stante e in tal senso andava curata! Man mano procedevo nelle mie esperienze con ragazze affette da anoressia e bulimia, andavo scoprendo la quasi inutilità del trattamento ambulatoriale, dei gruppi terapeutici, dei day-hospital. Inventai la teoria dello "stagno inquinato": un papero nuota infelice in uno stagno inquinato. E' un papero un poco particolare. Mentre molti suoi consimili non sembrano (dico sembrano) soffrire eccessivamente in quell'ambiente, lui prova un profondo disagio quando deve immergere il becco nella poltiglia verdognola e quando le onde inzuppano e sporcano le sue piume. Un giorno, un buonuomo, preleva il paperello dallo stagno, lo pulisce perbene e lo fa sguazzare in un laghetto lì vicino. Il papero è felice. Si sente forte. Poi l'uomo prende il papero e lo riconduce allo stagno .... fine della felicità. Lo stagno inquinato si riappropria del papero! A me non bastava "pulire le piume" delle mie clienti nell'ambito di un appuntamento settimanale. Volevo dare loro qualche cosa su cui costruire, qualche cosa che le affrancasse definitivamente dall'inquinamento. Così iniziai, dopo aver condiviso il progetto con moglie e figlia, a portare a casa il lavoro. In verità non ero nuovo a questo tipo di sperimenti: anni addietro avevo ospitato (e devo dire con successo) alcuni tossicodipendenti. Ma il disturbo alimentare era un'altra cosa. Dovevo inventarmi un piccolo protocollo o perlomeno un programma giornaliero. lo misi a punto. Ora vivevo a stretto contatto con la malattia. Ne vedevo tutti i risvolti: dalla dismorfofobia alla ossessività, dalle paure varie ai modelli di comunicazione alterati, dalla negazione della femminilità al primato dell'intelletto. Ogni giorno era un arricchimento. Mi avvidi di tante piccole cose sulle quali, poi, costruii il mio protocollo di cura. Aggregai alla "famiglia" la mia ex-allieva Silvia Agoletti. In passato anche Silvia aveva sofferto di quel maledetto disturbo. Quindi era in grado di capire molte cose che io intuivo "dall'esterno". La mia "comunità privata" raggiunse i primi confortanti risultati e aumentarono le richiesta di cura. Insieme a Silvia decidemmo di trasferire protocollo e pazienti in una piccola comunità. Nacque il "Centro Crisalide". Quando ci fu data la possibilità di trasferire il nostro protocollo in una Casa di Cura (sanaVita di Lugano) accettammo. (Il "Centro Crisalide" non fu, dunque, chiuso per ordine di una qualsiasi Autorità sanitaria, come sostenne certa stampa). Fu per me interessante osservare - sulla scia della notorietà che il nostro programma raccoglieva - come i programmi dei nuovi centri di cura che andavano via via costituendosi, si allontanavano dai modelli centrati esclusivamente sull'alimentazione per dare spazio all' "essere corpo", all'essere "corpo in azione", "corpo in movimento". Ovviamente mai nessuno mi (o ci) citò ad esempio. Eppure io sono convinto che la mia scuola ha avuto un'influenza sui nuovi metodi curativi che andavano sempre più diffondendosi. Il "protocollo neoreichiano" fu propagato in tutta Italia attraverso l'attività di Forum Crisalide. Decine e decina di Città e Comuni ospitarono i nostri relatori onorandoci dei loro patrocini. Ma, come dicevo, mentre la luce brillava sul nostro operato, i detrattori si organizzavano. Certa stampa arrivò addirittura a sostenere che facessimo perno sulla sessualità per curare il disturbo alimentare. Scattarono le prime denuncie per diffamazione, vincemmo cause. Centinaia di lettere di protesta furono inviate alla direzione di quel settimanale che in modo becero e fazioso si scagliò contro la struttura svizzera che ospitava il nostro protocollo (www.crisalide.ch/espresso). Ma. come prevedibile, nessuna trovò spazio su quel settimanale (che tra l'altro si vanta di garantire il diritto di replica!). A seguito di questa campagna stampa le autorità sanitarie cantonali si mobilitarono e ... rilasciarono a sanaVita un "certificato" di idoneità per la cura dei disturbi alimentari!". Malgrado queste vicissitudini il "Protocollo Crisalide" continua ad essere presente e ricercato e nel contempo prosegue la ricerca, la ricerca di "perchè" ancor'oggi poco comprensibili.

Volumi prubblicati:
Waldo A. Bernasconi, "Anoressia, bulimia, obesità da iperfagia", Ed. Italian University Press
Waldo A. Bernasconi, "Perchè proprio io", Ed. di Forum Crisalide
Waldo A. Bernasconi, " Volevo parlare di disturbo alimentare, ma...". (in corso di stampa).

Note:
Waldo Bernasconi è direttore scientifico di Forum Crisalide (Sez. Svizzera ed Italia); dirige la rivista online Sintesi www.sintesiweb.org .Forma attraverso incontri periodici, consulenti nel campo del disturbo alimentare.