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Il
nome di Waldo Bernasconi
appare per la prima volta
sulla stampa nazionale
ed è tema di programmi
televisivi, in relazione
ai suoi studi sugli effetti
terapeutici del "raggio
colorato". Primo
autore di lingua italiana
a trattare questo argomento
pubblica per la casa editrice
Ottaviano, "Cromoterapia",
libro che tratta delle
virtù terapeutiche
del colore e sarà
poi tradotto in varie
lingue. Come già
altre volte accennato
è proprio dall'impatto
del colore sul Vivente
che prenderà, poi,
forma la caratterologia
neoreichiana e la "terapia
dei cinque movimenti".
Cosa è la cromoterapia?
Nel 1985 il giornalista
Emilio De Paoli pubblica
su STOP un'intervista
che tenta una risposta
a questa domanda.
"VOGLIAMO
riproporre in chiave occidentale
la figura del medico artigiano
che da millenni è
un'importante realtà
nel mondo della Medicina
tradizionale orientale.
Questo medico, che opera
secondo il principio primo
non nuocere, che si dedica
con entusiasmo, umiltà
e amore non solo alla
cura dell'ammalato, ma
soprattutto allo sforzo
di mantenere sano l'individuo
e quindi la società,
è appunto riproposto
dalla nostra Società".
Il professor Waldo Bernasconi,
psicanalista reichiano
(della scuola di Wilhelm
Reich, a cui si devono
opere quali "Analisi
del carattere" e
tutta una serie di teorie
riguardanti la bioenergia,
n.d.r.), è il giovane
e brillante direttore
della sede europea de
La Jolla University che
ha sede a Lugano. Sono
appunto a colloquio con
lui, nell'elegante studio
situato nella sede dell'Università.
"Noi insegniamo e
facciamo, attraverso la
nostra cattedra di medicina
biologica, ricerche nel
campo di discipline millenarie
che però hanno
incontestabilmente una
base scientifica",
esordisce il professor
Bernasconi.
Che cos'è la
cromoterapia?
" E' la terapia dei
colori, il cui principio
è quello di esporre
il malato ad alcuni colori,
che tenuto conto dei disturbi,
possano avere un effetto
benefico sul suo equilibrio
organico tramite il trasferimento
di energia".
Come si effettua la
cromoterapia? Che controindicazioni
o pericoli presenta?
"No, non esistono
grossi rischi, e non sono
richieste attrezzature
elaborate. Una volta diagnosticato
lo scompenso di energie
e di bio-temperatura,
si sceglie il colore necessario,
che può essere
usato diffusamente o anche
solo concentrato sulla
zona da trattare. Nei
laboratori si usano apparecchi
in grado di irradiare
contemporaneamente diverse
zone del corpo mediante
più colori e di
concentrare i raggi, regolandone
la potenza, su aree ridotte".
"Ma anche a casa
propria si può
usare con profitto questa
cura limitatamente ai
disturbi più comuni.
E' abbastanza diffuso
il sistema del bagno di
luce. Lo si può
fare con l'esposizione
a comunissime lampade
colorate, in vendita nei
negozi di elettricista,
oppure mettendo vetri
colorati o carta trasparente
e colorata sulle finestre,
attraverso le quali filtri
la luce del sole e irradi
così tutto il corpo.
Attraverso l'energia profusa
dal calore, sul vivente
si sono potute osservare
variazioni a tutti i livelli:
muscolare, nervoso, psichico.
In linea di massima, si
può affermare che
1a gamma del rosso, colore
caldo, tende a tonificare,
eccitare, riscaldare,
mentre quella del blu,
colore freddo, a distendere,
rilassare, raffreddare".
C'é una corrispondenza
tn carattere e colore?
"C'è un intimo
legame tra il nostro carattere
e il colore o i colori
che preferiamo. Come c'è
anche una relazione con
quello che detestiamo
che rivela la nostra personalità
più profonda, quella
che il più delle
volte soffochiamo. Se
una persona sceglie il
nero tende a separare
i pensieri dalle emozioni,
e ha perso i contatto
con la realtà;
si barrica dietro un atteggiamento
che non è mai in
sintonia con le sue emozioni.
Se ama il viola, non riesce
ad esprimere le sue emozioni,
i suoi umori; lavora molto
di fantasia, ma difficilmente
realizza quanto gli sta
a cuore; spesso dentro
di se percepisce il caos".
"Chi si riconosce
nel blu è un tipo
apparentemente molto sicuro,
ma che in certe situazioni
di stress teme di veder
crollare questa facciata;
tende a farsi sorreggere
dalla persona che gli
è più vicina;
passa dall'euforia alla
depressione con la massima
facilità; tende
a voler essere il primo
della classe, e se qualcuno
mette in pericolo questa
sua posizione, reagisce
con la paura e l'angoscia;
ama il suo prossimo, ma
lo fa soprattutto per
essere amato; ha paura
di essere abbandonato,
e questo condiziona il
suo trasporto. Chi ha
una predilezione per il
verde è realista,
ambizioso, agguerrito
e aggressivo; quando si
sente messo in trappola
da qualcuno, interrompe
immediatamente l'azione
o la relazione; ama il
benessere, la natura,
la vita in famiglia; molte
volte gli è però
difficile manifestarsi
pienamente, soprattutto
in amore".
"Chi ama il giallo,
si considera come un essere
superiore; ha costantemente
bisogno di qualcuno che
si sottometta ai suoi
voleri, alla sua guida,
è anche un po'
tiranno; si diverte a
far soffrire gli altri,
facendo credere che siano
loro a costringerlo a
comportarsi così;
sessualmente è
un campione, sottometterebbe
chiunque; anzi, più
è ardua l'impresa,
più lo affascina;
si illude che nessuno
si accorga, però,
quanto lui sia dipendente
dagli altri".
"L'arancione è
tipico di una persona
riservata, alla quale
piacerebbe dominare o
esplodere, ma che si trattiene,
perchè considera
questi segnali di una
debolezza degenerativa;
è aperto e socievole,
e trasforma tutte le sue
rabbie e le sue angosce
in sorriso; non dipende
molto dall'ambiente, ma
gli piace essere un trascinatore
e gli secca se qualcuno
prende il timone; nella
sessualità si rivela
capace e dominante".
" Il rosso rivela
un'aggressività
ben celata, un odio invisibile
all'esterno, e quindi
un comportamento servile,
pur odiando servire; la
sua collera può
esplodere in modo imprevedibile;
deve piacere a chi lo
circonda e questo detta
il suo comportamento;
sa amare o odiare alla
follia, ma in fondo, malgrado
le apparenze, conduce
un'esistenza solitaria,
ed è solo con le
sue passioni!".
Quando si ricorre alla
terapia?
"Quando ormai l'organismo
non è più
in grado di sciogliere
la corazza di difese che
impediscono alla personalità
più profonda di
esprimersi. Predicare
all'ammalato di lasciarsi
andare è perfettamente
inutile, non è
più in grado di
farlo spontaneamente.
In questo caso si può
operare con quattro metodi:
il colore terapeutico
può essere introdotto
nell'organismo mediante
il cibo, per mezzo di
liquidi solarizzati, ossia
sottoposti per un certo
tempo all'irradiazione
colorata, oppure attraverso
l'assorbimento epidermico,
cioè con irradiazione
del corpo o di parti di
esso".
Attraverso il cibo?
"Sì, certo.
Nel colore del prodotto
maturo si evidenzia l'energia
preponderante. Melanzane,
uva nera, more selvatiche
contengono l'energia viola;
limone, giallo d'uovo,
uva bianca, mele zafferano,
quella gialla, così
via. Frutti e verdure
sono insomma le più
complete combinazioni
di cibo presenti sul nostro
pianeta, perchè
traggono tutta la loro
energia di crescita direttamente
dalla radiazione colorata,
presente anche nelle radici,
in quanto emanata dal
centro della terra".
E che cosa sono i liquidi
solarizzati?
"Oltre al procedimento
essenziale, quello dell'irradiazione,
si può appunto
bere acqua messa in un
recipiente colorato ed
esposto alla luce del
sole, oppure può
irradiare, con il raggio
colorato che si desidera
impiegare, un recipiente
ricolmo d'acqua che così
risulterà portatrice
dell'energia prescelta".
Ci può fare
qualche esempio di terapia
con i colori. Per esempio,
l'anemia come si cura?
"Con irradiazione
rossa su tutto il corpo,
quotidianamente, per un'ora.
E poi con dieta e liquidi
rossi".
E la pressione alta?
"Con irradiazioni
blu su tutto il corpo
per un'ora al giorno.
Dieta e liquidi verdi,
abbinati a massaggio leggero
di tutto il corpo dalla
periferia verso la regione
del cuore".
Anche la gastrite?
"Sì, con irradiazioni
vie o blu, a seconda della
gravità, due volte
al giorno per mezz'ora,
con liquidi e dieta color
indaco, ossia turchino".
E' efficace la cromoterapia?
"Se usata da persone
esperte e competenti,
sì. Si possono
curare le più svariate
malattie: dall'angina
alla cefalea, dalla colite
alla gotta, dall'impotenza
alla depressione, dall'angoscia
alla sinusite, e così
via". (Estratto da
STOP, del 29.3.1985)
Cromopuntura e "vedere
a colori".
Il
continuo lavoro terapeutico
attraverso il raggio colorato
conferma la qualità
curativa del metodo e
promuove la ricerca di
mezzi alternativi al classico
"bagno di colore"
(irradiazione a tutto
corpo del paziente) e
della terapia tramite
BIOCROM (apparecchio cromoterapeutico
per l'irradiazione simultanea
attraverso più
fonti energetiche, vd.
foto seguente).

Waldo Bernasconi, che
nel frattempo ha conseguito
il diploma in agopuntura
cinese (Università
Internazionale della Medicina,
Milano, Prof. U. Lanza),
da inizio ad una sperimentazione
che prevede la sostituzione
della tradizionale "puntura"
attraverso apposito ago
con uno stimolo colorato
proveniente da "penne"
radianti i principali
colori (viola, blu, verde,
giallo, rosso, vd. foto
seguente).
La stessa tecnica viene
messa in "laboratorio"
per quel che riguarda
la stimolazione delle
zone riflesse del piede
(riflessologia plantare).
In questo campo la sperimentazione
è condotta con
risultati brillanti dall'equipe
del dott. Giovanni Brianti
di Torino. I primi risultati
vengono considerati soddisfacenti
e presto, alcune industrie
specializzate in apparecchiature
biomedicali sostituiscono,
alla rudimentale e primitiva
"penna",veri
propri apparecchi elettro-ottici
irradianti le energie
desiderate. E' nata
la cromopuntura.
Sull'onda delle ricerche
relative all'influenza
psichica del colore, la
ditta Baruffaldi-Ottica
di Milano, commissiona
a Bernasconi una serie
di test che hanno come
protagonisti occhiali
colorati di diversa
cromatura (vd. foto seguente).
Ampia verifiche permettono
di appurare che le lenti
a gradazione infraverde
(ossia rosso, arancione,
giallo), promuovono l'attività
delle onde cerebrali di
tipo Beta (attività
> aggressività
> azione > stimolazione
della pars simpatica
del sistema nervoso centrale);
mentre lenti appartenenti
alla gamma dell'ultraverde
(viola, blu, indaco, azzurro)
inducono alla calma, alla
riflessione, allo stimolo
dell'attività matematico-cognitiva
e agevolano la produzione
di onde Alpha (pars
parasimpatica). Il
"vedere colorato"
segna una moda di nicchia
negli anni '90 e conferma
molti assiomi studiati
in laboratorio relativi
all'influenza psicologica
del colore sul Vivente.
(Waldo
A. Bernasconi, "Colours
in Psychotherapy".
Ed. LJU, San Diego).
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