Ci fanno gli sberleffi …
Certo è che taluni corrispondenti del Corriere del Ticino non prendono troppo sul serio il diritto di difesa e la presunzione d'innocenza. Certi giornalisti sono avvezzi ad usare un “tono” e uno stile di commento che ci dà per spacciati, colpevoli, sempre meritevoli di essere messi alla berlina. Mi riferisco a quanto pubblicato su questo giornale il 15 aprile sotto il titolo “SanaVita: sul web la versione di Waldo”. L'articolista propone in tono scanzonato la “notiziona” che il sottoscritto “dimostrando di non poter rimanere lontano da un ruolo mediatico”, ha dato vita ad un sito “attraverso il quale promette di rivelare la verità su sanaVita”. Premesso che mai ho cercato visibilità mediatica e che avrei fatto volentieri a meno di essere l'interprete principale dei fatti che riguardano la tanto vituperata casa di cura luganese (la “visibilità” che mi ha regalato certa stampa ha intaccato notevolmente la mia salute … altro che ricerca di apparire!). Ma torniamo all'articoletto: ben si guarda l'autrice di informare che proprio in quel sito (waldobernasconi.ch) sono pubblicate per esteso perizie redatte da scienziati di chiara fama che traghettano in modo indiscutibile la scuola neoreichiana nel panorama della scienza psicologica e che, sempre sullo stesso sito, si raccolgono racconti e testimonianze dei protagonisti del protocollo di cura neoreichiano in uso a sanaVita. Scorrendo le righe dell'articolazzo leggo anche che “un altro spazio denominato Esperienza Crisalide rimanda immediatamente a quel Forum Crisalide oscurato dalla Guardia di finanza di Como”. Malafede o l'articolista non ha nemmeno guardato il sito?! Chiariamo: Esperienza Crisalide non ha nessuna missione informativa (missione che fu di Forum), ma raccoglie quelle persone (ex-pazienti, i loro genitori e congiunti) che a sanaVita hanno realmente vissuto la loro guarigione e sono oggi disposti a sostenere – attraverso un comitato d'azione – le realtà che sanaVita ha rappresentato e esprimersi sulla serietà con la quale il lavoro è stato svolto. Secondo: il sito Forum Crisalide mai fu oscurato dalla guardia di finanza trattandosi di un sito domiciliato in Svizzera. Ho chiuso il sito visto che il team di Forum era stato distrutto dall'agire della Magistratura comasca. Insomma: poco c'è da ironizzare sul fatto che, finalmente, ho deciso di difendere le mie idee e la professionalità dei miei collaboratori. Se lo faccio attraverso un sito web è perché la stampa mai mi ha proposto la pubblicazione di un'inchiesta obiettiva sul “caso sanaVita” preferendo scavare nel torbido alla ricerca di notizie pruriginose. Peccato.
Waldo Bernasconi
(Questo scritto è stato inviato, in data 17.04.10 alla rubrica “Lettere al Corriere”)
Quando il sospetto è più seducente
della prova.
Non c’è limite alla cultura del sospetto. Lo
sanno benissimo i cronisti: la stampa locale
propaganda i teoremi dell’accusa secondo i
quali io avrei "falsificato" i titoli di studio
rilasciati dalla La Jolla University di San
Diego alludendo al fatto che il predetto
istituto universitario non sia mai esistito.
Evidenzio - al contrario - che La Jolla
University non solo è esistita ma ha
laureato (sia negli Stati Uniti ma anche in Europa) decine e decine di
studenti oggi scritti ai vari albi professionali, e ciò in virtù del proprio statuto
legale dell'Università in rapporto allo Stato della California. Non solo. La faziosità degli articoli (ne riportiamo uno qui sotto)

è tale da trascurare il fatto che
il sottoscritto non ha ottenuto nessuna laurea alla La Jolla University avendo
conseguito presso la stessa Dottorato di Ricerca (Doctor of Philosophy in Human
Behavior).Tale titolo è - come noto - di per sé ininfluente per quel che riguarda
l'accesso alle professioni, tant'è che lo stesso non è nemmeno stato esibito in sede
della mia richiesta di iscrizione all'albo degli psicologi. Né, contrariamente a quanto
affermato sui giornali, il titolo è stato ad oggi contestato formalmente da chicchessia.
Da ultimo preciso che La Jolla University non solo è riconosciuta dallo State
Department of Education della California con il giudizio di approvazione quale
istituzione californiana abilitata al rilascio di titoli di studio in quanto valutata
favorevolmente dal Dipartimento citato (Full institutional approval as a California
Degree-Granting institution). Il Dipartimento dell'Educazione dello Stato della
California, infatti, così si esprime sui titoli di studio rilasciati da un Ateneo “istituzionalmente approvato”: "California Education Code Categories [California
State Department of Education] Section 94310 (b) - the degree is conferred by an
institution having full institutional approval by the Superintendent of Public
Instruction for all degree programs offered. Such institution have been evaluated
favourably as being consistent with accredited institutions in terms of curricula
quality and verifiable evidence of graduates' academic achievement”
Quanto poco sarebbe bastato per fare emergere la verità: una mail al Consolato
Italiano di Sacramento oppure direttamente al State Department of Education ... ma,
lo dicevo all’inizio: quanto è gustoso il sospetto e quanto è insipida la prova.
Produco qui in calce la documentazione attestante quanto sopra dichiarato. |