“Conosco e apprezzo gli sviluppi che, nelle sue opere, Waldo Bernasconi ha dato, con altri esponenti del metodo neo-reichiano, al pensiero di Wilhelm
Reich. Lo stesso movimento neo-reichiano, in cui può essere collocata la Scuola di Bernasconi, conta decine di Scuole tra cui alcune di grande prestigio professionale come quella inglese di David Boadella e Malcolm Brown, quelle americane di Charles Kelly, John Pierrakos e Frank Natale, quella norvegese di Ola Raknes, e quella indiana di Poona.
Anche in Italia, all’approccio psicocorporeo non sono mancati i riconoscimenti ufficiali. Così, per esempio, la Scuola di Alexander Lowen in Italia, da me fondata e presieduta a lungo negli anni ‘80, è stata riconosciuta dal Ministero dell’Università e dalla Ricerca (MIUR) come Scuola di specializzazione niversitaria in psicoterapia.
Ed identico riconoscimento hanno ottenuto la Scuola di Terapia Psicocorporea “Psicoumanitas” del Dr. Antonio Loiacono e la mia stessa Scuola di pecializzazione universitaria in Psicoterapia (“Istituto di Psicologia Umanistica Esistenziale”), che contiene un intero anno didattico dedicato appunto all’approccio psico-corporeo. Del resto, a controbattere le tesi dell’Accusa, può bastare il fatto che la terapia psico-corporea è riconosciuta come un importante indirizzo psicoterapeutico dalle massime organizzazioni professionali di psicoterapia, sia quella europea, cioè la European Association of Psychotherapy (EAP), che quella mondiale, cioè il World Council of Psychotherapy (WCP). Per quanto riguarda gli assunti teorici e tecnici della Scuola di Bernasconi, essi vengono esposti con molta chiarezza nell’opera di Waldo Bernasconi “La teoria neoreichiana” (IRC Press, Lugano 2003). Credo che basti quest’opera a contestare le posizioni di quanti vogliono negare ogni validità all’impostazione psicoterapeutica di Bernasconi. Si tratta infatti di un lavoro che, oltre ad essere scritto in modo chiaro, preciso e sistematico (qualità ormai piuttosto rare nella letteratura scientifica odierna), richiama con grande trasparenza i “padri fondatori” dell’approccio psicocorporeo (da Reich a Lowen) ed i loro basilari concetti di “corazza muscolare e caratteriale”, di “grounding”, di “flusso energetico”, di “identità funzionale” tra emozione e movimento corporeo, di “tipo caratteriale” e così via, a cui si richiamano le teorie e tecniche d’intervento di Bernasconi.
In particolare, Bernasconi ha pubblicato nell’ottobre 2004 su “Sintesi” (la Rassegna quadrimestrale di terapia e analisi neo-reichiana edita dal suo Centro), un lungo articolo che espone i risultati di una ricerca sua e dei suoi collaboratori sui Disturbi Alimentari Psicogeni (DAP) e sulle terapie neo-reichiane con essi utilizzate, che propone una interessante applicazione ai DAP dei criteri diagnostici e terapeutici dell’analisi bioenergetica di Alexander Lowen e dei trattamenti relativi alle diverse tipologie caratteriali (schizoide, orale, masochista, psicopatico e rigido). La presentazione dei modelli bioenergetici e della loro applicazione ai DAP è ineccepibile sotto il profilo storico e teorico e non si capisce come l’Accusa possa aver definito la proposta del Dr. Bernasconi in termini tanto svalutativi.” (per leggere tutta la perizia clicca qui)
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Il Prof. Gian Piero Turchi è Docente all’Università di Padova, la Dott.a Luisa Orrù è psicologa ed esperta in psicologia giuridica e analisi dei dati testuali. Al fine di conoscere una valutazione scientifica e super partes, il mio collegio di difesa ha sottoposto al Prof. Gian Piero Turchi ed al suo staff i testi base dell’approccio neoreichiano. Qui di seguito una breve sintesi delle conclusioni di un’ampia ed esaustiva perizia:
“A fronte dell’analisi storica e teorica delle prassi proposte nel 'protocollo Bernasconi' (vedi tabella pagina 11), si può affermare che quanto proposto dallo stesso autore trovi riferimento teorico nelle produzioni degli autori che storicamente lo hanno preceduto (si veda quanto proposto nel paragrafo Cenni storici e nella colonna 4 della precedente tabella). Pertanto, sebbene il campo d’applicazione del 'protocollo Bernasconi' goda d’originalità in quanto risulta calibrato allo scenario della società attuale e alla precisa utenza sulla quale lo si applica, quanto proposto dall’autore e precedentemente analizzato, risulta nel suo insieme un prodotto che traspone l’approccio teorico adottato in prassi operative che trovano in esso la propria coerenza.” (per leggere tutta la perizia clicca qui)
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